Un femminicidio in Corsica diventa il punto di partenza per indagare il sessismo quotidiano, il silenzio e le responsabilità collettive.
Il 3 marzo 2019, in Corsica, Julie Douib viene uccisa dall’ex marito. Con #SainteJulie, la regista Giulia Montineri torna nella comunità in cui è cresciuta per indagare il femminicidio e il contesto sociale che non è riuscito a impedirlo.
Attraverso testimonianze, ricordi e immagini dell’isola, il documentario mette in relazione la vicenda con il sessismo quotidiano e le contraddizioni di una società che celebra figure femminili come Santa Giulia. Senza spettacolarizzare il delitto, osserva il trauma della comunità e le iniziative che cercano di cambiare mentalità e comportamenti.
La storia di Julie solleva una domanda: come riconoscere i segnali della violenza e contrastarne le cause? Un film che collega memoria, identità e responsabilità sociale.
Prima della proiezione, un momento di incontro e confronto davanti a una tazza di tè o a una tisana, offerte per l’occasione, per approfondire insieme al Centro Donne contro la violenza di Aosta i temi del film e condividere nuovi spunti di riflessione.
Biografia – Giulia Montineri
Giulia Montineri è una regista cresciuta in Corsica, figlia di madre romana e padre corso. Durante gli studi di Letteratura e Antropologia ha iniziato a realizzare cortometraggi autoprodotti. Il suo lavoro esplora le rappresentazioni dell’identità, il neocolonialismo e i ruoli di genere. Nel 2019 è tornata sull’isola per interrogare i miti del matriarcato locale nel mediometraggio Zie. Con #SainteJulie, suo esordio nel lungometraggio, approfondisce il sessismo quotidiano e la memoria collettiva.
La proiezione è parte della rassegna Mondovisioni – I documentari di Internazionale 2026–2027, organizzata da CineAgenzia e dal settimanale Internazionale.