Edward Mani di Forbice
(di T. Burton, con J. Depp, W. Ryder, D. Wiest, V. Price, USA, 1990, 105’, V. ITA – Sott. ENG)
Età consigliata dagli 11 anni
Edward vive solo in un castello ai margini della città. È la creazione incompiuta di un inventore scomparso troppo presto, un ragazzo fragile e gentile con forbici al posto delle mani. Quando Peg Boggs lo incontra e decide di accoglierlo nella propria famiglia, Edward entra per la prima volta nel mondo ordinato, colorato e rumoroso della comunità suburbana.
Dietro il suo aspetto insolito, Edward rivela uno sguardo puro e un talento sorprendente, capace di trasformare siepi, capelli e ghiaccio in opere meravigliose. Ma ciò che inizialmente suscita curiosità e incanto diventa presto motivo di diffidenza, soprattutto quando i sentimenti e il desiderio di appartenenza mettono in crisi le regole non scritte della comunità.
Una fiaba moderna, malinconica e luminosa, che racconta la diversità come dono e ferita, interrogando con delicatezza il confine tra accoglienza e paura, innocenza e pregiudizio. Un film capace di parlare a generazioni diverse, celebrando la bellezza di chi guarda il mondo da un luogo inatteso.
Biografia regista
Tim Burton, nato a Burbank nel 1958, è uno degli autori più visionari e riconoscibili del cinema contemporaneo. Dopo gli esordi come animatore alla Disney, sviluppa un immaginario personale in cui gotico, fiaba, malinconia e humour nero convivono in equilibrio originale.
Il suo cinema dà voce a personaggi solitari, outsider e figure ai margini, spesso in contrasto con società rigide e incapaci di accogliere la differenza. Tra le sue opere più celebri figurano Beetlejuice, Batman, The Nightmare Before Christmas e Big Fish. Con Edward mani di forbice, Burton firma una delle sue fiabe più amate, trasformando la diversità in poesia visiva e il sentimento di esclusione in un racconto universale sull’identità, l’amore e il bisogno di essere riconosciuti.
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